mercoledì 8 novembre 2017

25 novembre: "Chiave per due" a Santorso

Arriva la seconda replica autunnale della nostra nuova commedia!
Sabato 25 novembre alle ore 20.45 saremo di scena a Santorso presso il Teatro Parrocchiale!



Kate, Gordon, Alec, Annie, Magda, Richard e Melissa (i personaggi di "Chiave per due") vi danno appuntamento ad una tappa da sempre presente per la nostra compagnia.
Santorso, infatti, è sempre stato un appuntamento fisso delle nostre commedie. In alcuni casi a Santorso abbiamo addirittura debuttato, in altri casi abbiamo recitato la stessa commedia per più volte nell'arco degli anni. Questo dimostra la sensibilità e l'attenzione da parte della sua Amministrazione Comunale verso il teatro ... Da parte nostra cogliamo quindi questa occasione per ringraziarli di questo loro lavoro non solo a nome nostro ma a nome, pensiamo di fare cosa gradita, di tutto il teatro amatoriale.

Ma per tornare a questa nuova data, quali sono le sensazioni con le quali ci stiamo preparando?
La prima è legato a quanto accaduto a Marano lo scorso 29 ottobre. Questa data è stata senza dubbio una tappa importante per "Chiave per due". Dai rientri avuti, infatti, abbiamo capito la potenzialità della commedia e del nostro allestimento. Per questo, stiamo impegnandoci senza dubbio molto:  i pareri positivi che ci sono arrivati ci danno entusiasmo da un lato e stimoli dall'altro ...
Insomma, il nostro obiettivo è confermare la bontà della scelta (la commedia) e del lavoro (l'allestimento) che abbiamo fatto!
La seconda sensazione che ci accompagna è invece la consapevolezza che possiamo migliorare di molto quanto finora siamo riusciti a rendere! E così stiamo provando a far crescere le scene in cui ci sentiamo meno sicuri e in cui è più difficile mantenere il ritmo sostenuto che la commedia richiede. Non è un lavoro semplice ma essendo senza dubbio il normale percorso di crescita di una commedia ci stiamo impegnando parecchio in tal senso.

Mancano poco più di quindici giorni a Santorso e c'è parecchio da fare per tutti ...
Noi attori faremo quanto scritto sopra.
Voi caro pubblico dovrete fare pubblicità a questa data (considerate anche il fatto che fino a gennaio, non ci saranno altre repliche!) ... Vi aspettiamo in tanti!

sabato 4 novembre 2017

Ricordando Rossella Falk

Terzo appuntamento con "Ricordando ...", la serie di post dedicati ai grandi del teatro italiano. 

Questa volta, ecco tre domande (più una finale che è un capolavoro) rivolte alla grande Rossella Falk, attrice considerata l'ultima grande diva del teatro italiano che sarà ricordata per la classe, l'eleganza e la signorilità delle sue interpretazioni. Lei stessa si definiva scherzosamente così: "passerò alla storia come una bella signora che faceva l'indossatrice e che ogni tanto si dilettava a recitare". 
Prediletta da Fellini e Visconti, recitò in tutto il mondo e negli ultimi anni lavorò anche come impresaria in produzioni che ancor oggi rimangono nella storia del teatro non solo italiano.



Cominciamo con il parlare del suo rapporto con il teatro. Come le definirebbe?
All'insegna del rischio e della gioia di fare.
Prima mi interessavano i personaggi, poi i progetti e infine l'intera operazione cioè come scegliere il testo, tradurlo se necessario, scegliere gli attori, valutare la scenografia eccetera. Senza questa immersione totale non mi divertivo e così ho scoperto anche autori nuovi che ho amato proporre. Anche perché non volevo morire di soli classici.

Perché nominandola si dice: un'attrice di class ma snob?
Si è creata ahimè un'immagine indelebile. Fin dai primi momenti della mia carriera, forse per i ruoli che feci appunto all'inizio, mi sentivo guardata in un certo modo, quasi con soggezione. Mi vedevano alta, regale, con portamento naturale che sembrava mettere in riga la gente. Entravo in scena, o in una stanza, e mi rimiravano come la Madonna.
Tutto ciò mi faceva sorridere. Poi ho cominciato a divertirmi senza farlo vedere.
Ma tutto ciò fu anche il mio cruccio. Essere alta un metro e settantasei, che ai miei tempi era davvero molto, mi ha impedito di interpretare certi ruoli come Ofelia o Giulietta, insomma quelle fanciulle vulnerabili e palpitanti. Fui sempre chiamata ad impersonare donne di carattere, inavvicinabili. Ma io non sono così.

Si ritiene una gran attrice?
Per fare teatro e interpretare certi ruoli serve carisma, un certo fascino e un fisico da star. Tutto ciò almeno io ce l'ho avuto.
Poi non so se sono stata anche brava!

Quando andava a teatro era per fare anche un'uscita mondana?
Ma lei sa cosa significa recitare? Fatica, fatica e ancora fatica!