martedì 10 ottobre 2017

29 ottobre: Chiave per due a Marano Vicentino

Si inizia ...
Meno di tre settimane e la stagione 2017/2018 della nostra compagnia partirà ...

Come anticipato, partirà con "Chiave per due", la nuova commedia che stiamo iniziando a portare in scena! Dopo il debutto a Gambellara tre mesi fa, ecco la prima replica autunnale!
Saremo in scena domenica 29 ottobre alle ore 17 presso l'Auditorium di Marano Vicentino!



Da subito ringraziamo l'amministrazione comunale e l'assessorato alla cultura che ci danno questa importante possibilità. Recitare a Marano Vicentino è per noi sempre bellissimo: conserviamo infatti ricordi molto positivi perché qui abbiamo registrato vari "sold out".
In più, Marano è stata sempre tra le nostre prime repliche: per "Il letto ovale" si è trattato addirittura del debutto nel febbraio del 2014. E questo particolare si collega perfettamente alle sensazioni che ci stanno accompagnando nella preparazione al 29 ottobre.

Recitare è sempre bellissimo, recitare dona sempre emozioni, recitare è ogni volta diverso ... è vero! Ma questa volta tutto ciò vale ancor di più. Per alcuni versi, infatti, stiamo considerando la replica di Marano Vicentino come un debutto. Questo deriva un po' perché Gambellara era "distante" rispetto a dove recitiamo normalmente, un po' perché dopo la prima sono arrivate subito le vacanze che ci hanno fatto staccare non poco, un po' perché cambieremo due attori dei sette sul palco e un po' perché la commedia non è ovviamente ancora rodata.
Insomma, vedremo se avvicinandosi cambiano un po' ... ma finora sentiamo il 29 ottobre come un secondo debutto e finora proviamo emozioni tipiche di una "prima" ...

Vi invitiamo tutti a Marano, quindi!
Vi invitiamo per farvi vedere "Chiave per due" sperando che possa piacervi quanto piace a noi!
Vi invitiamo per vivere insieme un pomeriggio spensierato e divertente!
Vi invitiamo e vi aspettiamo (speriamo come sempre numerosi!)

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PS: vi anticipiamo anche alcune indicazioni che possono servire a chi vorrà venire a vederci:
- la sala aprirà al pubblico alle ore 16.30 fino ad esaurimento posti
- l'ingresso è libero ma l'accesso sarà consentito soltanto grazie ad un biglietto numerato
- i biglietti numerati saranno distribuiti sempre a partire dalle 16.30 alle persone presenti
- ogni persona potrà prendere un solo biglietto (cioè non potrà chiederne altri per chi non è fisicamente presente o arriverà successivamente)
- in caso di "sold out" prima dell'inizio dello spettacolo, se dovessero esserci ancora posti a sedere liberi saranno fatti entrare ulteriori spettatori sempre nell'ordine dei biglietti distribuiti.

venerdì 6 ottobre 2017

Ricordando Ernesto Calindri

Secondo appuntamento con "Ricordando ...", la serie di post dedicati ai grandi del teatro italiano. 

Ecco tre domande rivolte ad Ernesto Calindri, attore definito come "il gentiluomo del teatro, armato di serenità, misura, compostezza e gentilezza". 
Famosissimo in televisione, per anni è stato un riferimento e una sicurezza per il mondo del palcoscenico. Come altri mostri sacri, è morto "in teatro" dato che nonostante i suoi novant'anni calcava ancora le scene ammaliando tutti con la sua bravura.



Con chi in genere ha amato e ama recitare?
Amo recitare con chi recitare sa e, possibilmente in un testo piacevole, gradevole, pieno di humour, divertimento e sorrisi. Così si conquista il pubblico! Verificarne l'affetto sera dopo sera è una cosa straordinaria. Consola e regala la serenità indispensabile per andare avanti.
Fino a quando funziona, come pensare di rinunciarvi?

Dicono che gli applausi mantengono giovani ... è vero?
Di applausi ne ho presi tanti. Ma non ci si stanca mai, mi creda!
Ma ci si mantiene giovani perché il mestiere dell'attore è il più bello al mondo, un mestiere magico. Lo compresi sin dal debutto durante una sera di recita al Lirico di Milano. Avevo una sola battuta che, quella sera, pronunciai con tono diverso, con una leggera ironia: millecinquecento persone scoppiarono a ridere! Compresi che il teatro è uno strumento magico, capace di emozionare e di comunicare emozioni.

In tanti anni di teatro qual è l'unico credo che ha seguito?
Ho sempre preferito fare un teatro di intelligente divertimento e di un certo stile.
Ho cominciato a fare teatro con una battuta comica e da allora ho sempre desiderato vedere sui volti del pubblico in sala un sorriso, un modo quasi di riconoscenza per quel poco di piacere che posso avergli procurato.